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Di anniversari, di pietre e di montagne

Oggi è uno di quei giorni che ricorderò per sempre. Ci sono date che restano ferme sul sentiero della tua vita come grosse pietre che non riesci più a spostare.
E’ anche l’anniversario della bomba atomica su Hiroshima, ma non è per questo che resterà impresso nella mia memoria, con tutto il dispiacere che posso provare per le 250.000 vittime di quel massacro.

Il 6 agosto del 2015 mi sono svegliata ed ho trovato in mezzo alla strada una montagna che mi impediva di proseguire. Quando ho realizzato che non potevo girarci intorno, non c’erano passaggi segreti, scorciatoie o gallerie, mi sono disperata.
Poi ho capito che l’unico modo per andare avanti era iniziare a salire verso la cima, così come mi trovavo con attrezzatura inadatta e senza nessun tipo di preparazione.
Un po’ come uno che si mette a scalare con gli infradito e il pareo da spiaggia.montagna

Questo è un blog di viaggi e non dovrei parlare di questioni personali, tantomeno di cose tristi come la malattia perché la gente sta sui social per svagarsi e non ha voglia di leggere storie deprimenti.
Mi è stato chiesto come mai parlo di tutto in questo blog e non mi limito ai viaggi.
Perché questo spazio è veramente un po’ casa mia e ci metto tutto quello che mi passa per la testa altrimenti non potrebbe restare vero.

Sarebbe soltanto una vetrina, un mondo finto come quello delle pubblicità dove tutti sono sempre belli, felici e giovani. Mi piace raccontare la mia famiglia e la mia vita così com’è.
I figli che vorrebbero restare a casa a giocare a Minecraft, il papà che se ne va in giro con i suoi vestiti fuori moda sugli autobus di tutta Italia, la mamma che cerca di fare quello che può per affrontare i suoi problemi di salute.

Siamo sempre felici perché viaggiamo tanto e abbiamo un blog?
No, è solo il nostro modo di cercare di afferrare attimi di felicità come tutti voi.

Lo so, strategicamente sto sbagliando. Forse ho sbagliato anche a cominciare a dire a tutti che avevo un tumore al seno e che lo stavo affrontando.
La verità è che non potevo farne a meno perché sapevo che era l’unico modo per razionalizzarlo.
Così come oggi non posso fare finta di niente, non posso trascurare questo giorno e passare direttamente a domani.

Vorrei tanto dimenticare il momento in cui il medico ha detto:- signora mi dispiace ma credo proprio che lei abbia una “brutta cosa”, è abbastanza chiaro ecograficamente.

sea asters

Ma non posso dimenticare, e forse non voglio nemmeno farlo, perché spero che da questa esperienza così dolorosa possa uscire qualcosa di buono.
Il mio desiderio è sempre quello che se ne parli e che questo serva ad avvicinare le persone sane a quelle malate, affinché non restino un mondo a parte fatto di dolore e sofferenza.
Un mondo che chi sta bene rifiuta e anche quando ci passa vicino per sbaglio l’unica cosa che riesce a fare è provare pietà.
Non è questo di cui le persone malate di cancro hanno bisogno, ma spesso, la distanza che si crea e la paura che si prova, rendono difficile qualsiasi altro sentimento.

Inoltre, spero sempre che parlandone, a qualche amica, conoscente, o lettrice, venga in mente di andarsi a fare un controllo di cui magari si era dimenticata.
A volte queste cose le rimuoviamo e pensiamo che non andare dal medico ci aiuterà a stare bene.
Una sorta di scaramanzia per cui se ci vai ti porti sfiga da sola e poi ti trovano di sicuro qualcosa.

Non è così. Se il tumore al seno, all’ovaio o all’utero c’è non scomparirà da solo, potrà solo diffondersi e diventare difficile da combattere. Se invece non c’è, potrete continuare la vostra vita più serenamente, sapendo che siete completamente sani.

All’inizio ero molto arrabbiata perché pensavo che fosse un’ingiustizia che fosse capitato proprio a me che mi controllavo tutti gli anni. E forse se avessi fatto controlli ogni 6 mesi, se il medico fosse stato più bravo, se il macchinario fosse stato più moderno, se e ancora se…
Invece poi ho capito che poteva essere molto peggio. Se non mi fossi controllata ogni anno me ne sarei accorta in uno stadio avanzato. Avrei dovuto sicuramente fare la chemio e la radio schivate per un soffio.

Dopo due interventi importanti e quasi un anno di terapia ormonale, con tutti gli effetti collaterali che questa comporta, posso dire che comunque mi ritengo fortunata. Come mi disse l’oncologa dopo l’istologico, potevo mantenere il mio caschetto, e ora per fortuna non so nemmeno come ci si senta a fare le terapie più pesanti della mia.

In ogni caso, chemio e radio  non sono da disprezzare, visto che salvano tanta gente. Non sempre funzionano è vero, ma non per questo dobbiamo abbandonarle se non abbiamo niente di meglio.
Tutti quelli che gridano al complotto proponendo terapie alternative è perché non si sono mai ammalati, altrimenti sarebbero molto meno superficiali nel parlare.
Certo bisogna anche essere realisti e non raccontarci favole. Con la parola prevenzione ci fanno passare il messaggio che se ti controlli lo eviti, questo non è vero. Non si riesce a prevenire ma solo a scoprire in uno stadio iniziale e quindi a curare meglio.

Pochi sanno che un tumore al seno sotto al centimetro si cura al 95% che mi sembra una percentuale che renderebbe felice chiunque. Purtroppo è molto difficile scovarli sotto a un centimetro, ci vogliono medici esperti, controlli frequenti e un pizzico di fortuna. Ecco perché purtroppo la maggior parte delle donne che si ammalano finiscono per trovarsi in gruppi con percentuali di guarigione molto più basse.
Io vorrei fare di tutto affinché la mia esperienza serva a infilarci più donne possibili dentro quella statistica così rosea. Voi però datemi una mano: fate pap-test ed ecografia al seno se avete più di 30 anni e la mammografia se avete più di 40 anni (comunque seguendo le indicazioni di medici esperti e rivolgetevi a centri dove si fa ricerca).

Se volete saperne di più sulla mia storia iniziate da qui.

About Luisa Roncarolo

E’ più facile dire quello che non sono, piuttosto che quello che sono diventata. Non sono single, non sono trendy e non sarò mai una fashion blogger. Non fotografo tutto quello che mangio e non ho il fisico per i viaggi estremi. Non amo le automobili, preferisco i treni e quando posso vado in bicicletta. La mia famiglia viaggia sempre con me e questo voglio raccontare.

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