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Figli senza diritti

Nonostante questo sia un blog di viaggi con i bambini, da quando mi sono trovata a viaggiare di meno e a combattere la mia battaglia personale contro il cancro, mi sono voluta ricavare lo spazio Riflessioni di una mamma dove raccontare le mie esperienze e le mie emozioni.
In questi giorni di polemiche sulla Stepchild Adoption e il Family Day, ho avuto modo di riflettere leggendo post e guardando immagini di baci tra donne o tra uomini con la barba, di famiglie, di bambini, di manifestazioni e palloncini colorati. Ma iniziamo dai baci.

Forse il primo pensiero che potrebbe nascere in molte persone è quello di Sgarbi:- mia madre non può essere una con la barba e i baffi. Il secondo è che forse non è una cosa naturale.
E qui scatta il terzo pensiero: una domanda che faccio a tutti voi.

Ma cosa è veramente “secondo natura” nella vita umana?

Da quando abbiamo accettato il progresso, molto poco, forse niente è naturale.
Sono naturali gli antibiotici, le automobili, la plastica, gli aerei, i trapianti di organi, le protesi degli arti, il polmone d’acciaio, gli anticoncezionali, la famiglia allargata dopo un divorzio, l’inseminazione artificiale, i figli adottati che arrivano da un paese lontano?

Niente di tutto questo è naturale, nonostante ciò lo accettiamo nelle nostre vite come tale.

Perché la natura stessa non è perfetta. La vita è complicata, fatta di situazioni difficili che cerchiamo tutti di affrontare come possiamo, infilandoci in quelle zone grigie che ci permettono di strappare attimi di felicità.
Se siamo adulti, sappiamo che un amore può finire, un matrimonio può fallire e le persone che prima si amavano possono arrivare ad odiarsi e farsi del male, ma l’amore per un figlio, naturale o adottivo che sia, non finisce mai. Per me questa è l’unica cosa importante. Il resto non conta. E non conta nemmeno come quel figlio sia stato concepito, ma solo che nasca dall’amore.
Il quarto pensiero è mettersi dalla parte dei bambini.

mani bimbi

Io partirei dal presupposto che i bambini da difendere non sono i nostri, che non ce li tocca nessuno e neanche quelli orfani che aspettano di essere adottati, ma quelli nati dalle unioni gay, perché che voi lo vogliate o no, sono nati e continueranno a nascere questi bambini e solo di questo si sta parlando con la stepchild adoption. Se volete maggiori informazioni sulla legge potete cliccare qui. Per la cronaca sono circa 100.000 in Italia le famiglie arcobaleno.

Non possiamo fare finta che non esistano questi figli senza diritti, bambini che soffrono della loro situazione, ma non per colpa dei loro genitori, per colpa di una società che li rifuta e vuole fare finta che non abbiamo diritti.
Dobbiamo tutelare il loro bisogno di restare con l’altro genitore in caso di morte di quello naturale, il diritto all’eredità, il desiderio che la loro famiglia venga riconosciuta e accettata non solo dagli amici, ma anche dalle autorità e dalle persone che incontrano ogni giorno.
Perché quei bambini lo sanno già che la loro è una famiglia, ma hanno bisogno che anche gli altri lo riconoscano per non sentirsi diversi.

Non dico che sia facile perché forse non lo è. E’ complicato, ma è giusto.

Forse si chiederanno perché hanno due papà, o due mamme, e i loro amichetti una famiglia tradizionale, ma questo, tanto quanto il figlio di genitori separati si chiederà perché i suoi non stanno più insieme, un bambino adottato si chiederà perché ha la pelle color cioccolato mentre i suoi genitori sono rosa come Peppa Pig, un bambino orfano sentirà la mancanza della sua mamma o del suo papà.
Ora dipende da noi non farli sentire diversi e lottare perché ognuno di questi bambini possa sentirsi accettato e vivere sereno nella sua originale famiglia.

Infine come per tutte le situazioni complicate bisogna trovarcisi per capire, forse possiamo solo provare per un attimo a passare dall’altra parte.
Non so come ci si sente perché sono etero ed ho una famiglia tradizionale, ma un giorno ho fatto una riflessione leggendo il blog seguitissimo The Queen Father  , che racconta la quotidianità di una famiglia che vive a Londra, dove due papà si prendono cura con amore e dedizione del loro bambino.
A tutti quelli che hanno partecipato ad un altro Family Day a sostegno della famiglia tradizionale Marco diceva di pensare che forse, tra tutti quei bambini tenuti per mano in piazza dai loro genitori c’erano anche i gay di domani che sono stati portati a manifestare contro loro stessi.

Ecco io ho due bambini e non so ancora cosa faranno della loro vita, se sono etero o sono gay, ma una cosa so con certezza: se mio figlio fosse gay io scenderei in piazza insieme a lui per difendere i suoi diritti e mi batterei per quelli di un eventuale nipotino. Voi non lo fareste? Pensateci bene, prima di rispondere perché a volte basta spostare il punto da cui si guarda per cambiare idea.

figli senza diritti: stepchild adoption svegliati Italia Roma

About Luisa Roncarolo

E’ più facile dire quello che non sono, piuttosto che quello che sono diventata. Non sono single, non sono trendy e non sarò mai una fashion blogger. Non fotografo tutto quello che mangio e non ho il fisico per i viaggi estremi. Non amo le automobili, preferisco i treni e quando posso vado in bicicletta. La mia famiglia viaggia sempre con me e questo voglio raccontare.

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