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“C’è vita, in un libro. La tua”: proviamo a vincere 100 euro di libri?

“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino ha ucciso Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la letteratura è un’immortalità all’indietro.”
Umberto Eco

Da bambina nessuno mi ha spinto a leggere. Nessuno mi ha obbligato. I miei genitori non hanno mai nemmeno controllato cosa leggessi, erano contenti della mia passione per la lettura e non ponevano limiti a quello che potevo prelevare dalla loro libreria. In realtà, penso anche che non si ricordassero nemmeno di avere certi libri come “L’Amante di Lady Chatterley” di Lawrence che non era certo adatto ad una ragazzina.

Avevamo questa libreria nera, alta fino al soffitto con gli sportelli in vetro, la maggior parte grandi  classici della letteratura, italiana, inglese, francese, russa… e io salivo sopra una sedia per scegliere quello che mi ispirava di più in base al titolo o sfogliandolo le prime pagine. E così, per tutta la mia adolescenza, ho viaggiato attraverso quei libri e vissuto molte vite. Sono stata in India durante la Partizione, ho assistito alla Rivoluzione Russa, ho vissuto i fasti della Belle Époque in Francia e il rigore dell’Inghilterra nell’epoca Vittoriana.

Sono tanti i libri a cui mi sono appassionata, quelli che continuavo a leggere fino a notte fonda quando tutti dormivano, anche se mi si chiudevano gli occhi perchè dovevo assolutamente sapere cosa sarebbe accaduto nelle pagine seguenti. E di pagina in pagina, arrivavo alla fine. È capitato anche a voi?

I libri e i film che amiamo di più sono sempre quelli in cui ritroviamo un po’ di noi. A volte una parte molto nascosta, un sentimento, un’idea, un modo di essere, un periodo in cui eravamo esattamente come il protagonista, commettevamo gli stessi errori o avevamo gli stessi rimpianti.
Sono tanti i libri in cui ho ritrovato e quindi lasciato una parte di me, uno di questi è “Cuccette per signora” di Anita Nair. Racconta la storia di alcune donne che non si conoscono e si ritrovano a viaggiare insieme nello scompartimento a cuccette per signore su un treno indiano. In ognuna di esse ho ritrovato un po’ di me e delle mie amiche. Il libro è “una splendida metafora del viaggio che ogni donna intraprende nella sua vita”.

Se siete anche voi divoratori di libri, come me, vi segnalo l’iniziativa “C’è vita, in un libro. La tua” di Mondadori Store che vuole valorizzare l’esperienza della lettura attraverso i lettori.
È iniziata il 15 novembre, non serve iscrivervi, potete partecipare condividendo su Facebook e Instagram la foto del vostro libro preferito accompagnandolo con una frase che spiega perchè lo avete scelto e usando l’hashtag #condividiunlibro.

Le foto verranno pubblicate sul sito dell’iniziativa Condividiunlibro e gli scatti migliori saranno premiati con un buono da 100 euro… da spendere in libri ovviamente!
Io ci provo e voi?

Post realizzato in collaborazione con Mondadori. 

About Luisa Roncarolo

E’ più facile dire quello che non sono, piuttosto che quello che sono diventata. Non sono single, non sono trendy e non sarò mai una fashion blogger. Non fotografo tutto quello che mangio e non ho il fisico per i viaggi estremi. Non amo le automobili, preferisco i treni e quando posso vado in bicicletta. La mia famiglia viaggia sempre con me e questo voglio raccontare.

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