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Lotta contro il cancro: World Cancer Day

Oggi vado su Facebook e grazie al post di Birbamamme scopro che il 4 febbraio è il World Cancer Day. Non lo sapevo che c’era un giorno dedicato alla lotta contro il cancro e d’altra parte come potevo saperlo? L’anno scorso di questi tempi ero una come voi, una che il cancro lo guardava da lontano attraverso la sofferenza di amici e conoscenti. Starci dentro è un’altra cosa vi assicuro.

A cosa servono le giornate per la lotta contro il cancro?

Prima mi sembravano un po’ inutili queste campagne di sensibilizzazione perché pensavo che in fin dei conti non cambiassero il destino delle persone malate.

Ora ho cambiato idea.

Al di là della retorica, penso che servano, penso che se ne parli troppo poco, penso che non si facciano abbastanza controlli perché siamo presi da mille impegni ogni giorno e la vita di tutti è così complicata che la prevenzione è diventata un lusso. Non parlo solo di costi, se ti organizzi a prenotare gli esami un anno prima, ce la fai anche a farli con la mutua. Certo sarebbero da ridurre i tempi di attesa di certi esami ma questa è un’altra storia. Essenzialmente è un problema di tempo. Trovarlo per andare, ma soprattutto prenotare con molto anticipo e ricordarsi le scadenze in mezzo a tutte le cose che abbiamo da fare e che ci sembrano più importanti.

Invece vi assicuro che tutto il resto non conta di fronte ad una malattia così bastarda che cresce senza avvisarti, ma questo non lo possiamo capire finché non ci ammaliamo.
Ecco a cosa servono queste giornate: a ricordarsi.
E se qualcuno deciderà di fare una mammografia o un pap-test leggendo questo post, non saranno solo belle parole, ma fatti.

World Cancer Day 2016, giornata mondiale per la lotta contro il cancro
Lo slogan della giornata mondiale per la lotta contro il cancro

Inoltre penso anche che la gente là fuori non ne sappia abbastanza di questa malattia e ne abbia così paura da non sapere come comportarsi quando si trova di fronte a un malato.

Le persone sane non sanno cosa dire e sono spaventate dai malati di cancro.
Non ci sono parole giuste da dire, ma bisogna cambiare atteggiamento nei confronti dei malati.
E’ importante che passi il messaggio che questa malattia non è una condanna definitiva. Purtroppo sono sempre più le persone che si ammalano ma aumentano anche quelle che guariscono, concentriamoci su questo.

I malati non parlano della loro malattia perché se ne vergognano e temono gli sguardi pietosi della gente per strada.

Io ho fatto una scelta diversa, l’ho detto a tutti, perfino qui sul blog e ho deciso di combattere ogni giorno contro gli sguardi pietosi. Ci sono stati anche quelli, ma sono stati compensati dall’affetto sincero di amici, conoscenti e gente che nemmeno avevo mai visto prima.
Qualcuno ha chiesto a mia sorella perché avessi deciso di dirlo e lei giustamente ha risposto che non mi dovevo vergognare di niente.
Spero che queste giornate servano a questo: a fare si che un malato di cancro non si vergogni più di esserlo e possa parlarne liberamente.
Se domani andate al bar e vedete una donna calva che si sta curando non guardatela con pietà e pensate che l’ultima cosa di cui ha bisogno è la vostra pena.

Lotta contro il cancro: World Cancer Day 2016

Come partecipare alla giornata mondiale per la lotta contro il cancro World Cancer Day?

Se volete essere parte attiva anche voi di questa campagna, potete scrivere una frase di supporto sulle vostre mani usando le parole We can, I can e condividerla sui social. Gli ashtags da usare sono #WorldCancerDay e  #WeCanICan , le foto e i messaggi saranno inseriti nel Wall of Support sulla pagina http://www.worldcancerday.org

About Luisa Roncarolo

E’ più facile dire quello che non sono, piuttosto che quello che sono diventata. Non sono single, non sono trendy e non sarò mai una fashion blogger. Non fotografo tutto quello che mangio e non ho il fisico per i viaggi estremi. Non amo le automobili, preferisco i treni e quando posso vado in bicicletta.
La mia famiglia viaggia sempre con me e questo voglio raccontare.

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4 comments

  1. Il tuo “We can” non è solo “win” (che ti auguro non sai quanto) , ma anche “talk about it”. Se ne può parlare, senza pena. Sei forte, Luisa, grazie per le tue parole.

  2. italiaconibimbi.it

    Hai perfettamente ragione, il mio desiderio in questo momento è che se ne parli, senza pena e, da parte nostra, senza vergogna.

  3. Eleonora Magon

    Sono passata come promesso, anche se un po’ in ritardo! Il tuo post..il mio pensiero. Nessuna vergogna e parliamone di più alla fine non è una condanna nè contagioso. Ma far prevevenzione è fondamentale.

    • Grazie, la tua visita mi fa molto piacere perché tu sei una di quelle che sa molto bene di cosa parlo.
      In bocca al lupo per la tua battaglia e un abbraccio.