Valencia

Museo delle scienze di Valencia

Una delle costruzioni più scenografiche del complesso della Città delle Arti e delle Scienze è senza dubbio il Museo de las Ciencias Príncipe Felipe ovvero il Museo delle scienze di Valencia.

Un po’ di numeri per iniziare: è circondato da 13.500 metri quadrati d’acqua e si sviluppa su un’area di 42.000 metri quadrati, di cui 26.000 metri quadrati dedicati alle esposizioni temporanee e permanenti.

Cosa c’è da vedere al Museo delle scienze di Valencia

Al piano terra

Al pianterreno ci sono le biglietterie, un ristorante, il guardaroba, l’auditorium, alcune sale con dimostrazioni di esperimenti di scienza ( solo in spagnolo purtroppo).

Al primo piano

Il museo vero e proprio inizia al primo piano.
L’impatto appena entrati è notevole: la forma della costruzione, l’altezza dell’enorme corridoio sotto la facciata principale e la luce che filtra dal reticolo di acciaio bianco e vetro… lasciano già i piccoli visitatori a bocca aperta.

Qui è dove tutti i bambini si lasciano ipnotizzare dal movimento perpetuo del Pendolo di Foucault (34 metri di lunghezza) e dove i genitori faticano a portarli via per proseguire la visita.

Su questo piano ci sono diversi padiglioni e bisogna fare un po’ di fila per entrare nei periodi di alta stagione come durante le festività (noi ci siamo stati a Pasqua).

Alcune mostre sono temporanee, altre permanenti quindi molte saranno sicuramente cambiate rispetto a quando siamo andati noi.
I miei ragazzi hanno potuto scoprire come funziona l’elettricità, come si sviluppa il linguaggio a partire dal cervello, approfondire la conoscenza del Mar Mediterraneo e sfidarsi in giochi di memoria.

Per i bambini più piccoli ci sono:

L’Espai dels Xiquets – uno spazio gioco per costruire insieme una casa (dai 3 agli 8 anni) con all’esterno alcune teche con gli insetti

– la divertente mostra temporanea Érase una vez, la scienza nascosta nel mondo delle favole che noi avevamo già visto alla Città delle Scienze di Parigi.

 

Al secondo piano

El llegat de la Ciència, ovvero il Lascito della Scienza, è la sezione dedicata alla vita e alle scoperte di 4 grandi scienziati spagnoli: Severo Ochoa, Ramón y Cajal, Jean Dausset e Santiago Grisolía.

Al terzo piano

Molto carino e istruttivo il Bosco dei Cromosomi del terzo piano, un vero e proprio percorso alla scoperta del DNA con una postazione dedicata a ciascuna delle 23 coppie di cromosomi del genoma umano.

Qui c’era anche il percorso dedicato al pianeta Marte e al sogno di una possibile vita sul pianeta rosso.

Sempre sul terzo ed ultimo livello del museo, gli appassionati di Star Trek trovano pane per i loro denti tra gli i costumi di scena originali utilizzati nella serie televisiva.
Qui ci sono anche le postazioni di gravità zero e un simulatore spaziale (altezza minima 1,10 metri), noi purtroppo non siamo riusciti a provarlo perché era tutto prenotato per l’intera giornata.

Cose da sapere sul Museo delle Scienze

  1. Il museo è veramente grande, decidete prima cosa volete visitare, anche spostandovi ai vari piani. Noi ci siamo soffermati troppo al primo piano e poi abbiamo dovuto effettuare una visita frettolosa al terzo
  2. se volete provare il simulatore spaziale, andate a prenotarlo al terzo piano appena entrate
  3. questo non è un museo facile per i bambini, soprattutto per la difficoltà della lingua. La maggior parte delle mostre richiede la lettura attenta di pannelli esplicativi o la comprensione dell’audio dei video
  4. le aree per i piccoli sono poche rispetto alla totalità del museo, quindi alle famiglie con bimbi più piccini che hanno una sola giornata a disposizione per la Città delle Arti e delle Scienze, mi sento di consigliare di fare solo il biglietto per l’Oceanografico che è enorme e già molto impegnativo
  5. il ristorante del piano terra a Pasqua era affollato, ma mai quanto quelli dell’Oceanografico (prenotati fino alle ore 16!!!). Vi consiglio di fermarvi al Museo delle Scienze e in ogni caso portatevi qualche snack per i bambini in caso di grosse file.

Dove comprare i biglietti per il Museo de las Ciencias

Noi abbiamo usufruito del servizio del sito MUSEMENT.

Cliccate sul link qui sopra, digitate Valencia nella casella di ricerca e avrete solo l’imbarazzo della scelta tra le varie combinazioni di biglietto per la Città delle Arti e della Scienza, selezionate quella che preferite e poi stampate il voucher.

Ricordate poi di andare a cambiarlo alla biglietteria riservata ai prenotati che si trova in fondo al corridoio del piano terra del Museo delle Scienze di Valencia (pochissima fila). Il prezzo su Musement è uguale, il sito è facile e tutto in italiano.

Da sapere che con la Valencia Tourist Card potete usufruire di uno sconto sul prezzo del biglietto quindi, se avete deciso di fare la Card, vi conviene acquistare i biglietti direttamente al museo e armarmi di santa pazienza per la lunga fila da fare alla biglietteria.

Da quanto ho visto anche sul sito del museo non c’è la possibilità di avere lo sconto con la card turistica quindi conviene comprarli su MUSEMENT. perchè è in italiano mentre quello del museo è solo spagnolo o inglese. 

Come arrivare al Museo delle scienze di Valencia

Il modo migliore per raggiungere la Città delle Arti e delle Scienze è l’autobus. A seconda di dove vi trovate, potete prendere i numeri 13, 14, 15, 19, 35, 40 e 95. Noi abbiamo preso il 35 dalla Piazza del Comune (Placa de l’Ajuntament) e ci ha lasciato proprio davanti all’ingresso della Città delle Arti e delle Scienze. La metro non conviene perché la fermata è lontana.

Per informazioni su orari, mostre temporanee e permanenti potete consultare il sito ufficiale del museo che però è solo in spagnolo o inglese.

Ringraziamo Musement e l’Ente del Turismo di Valencia per il supporto che hanno fornito al nostro viaggio. L’immagine di copertina ci è stata data da Visit Valencia, purtroppo la pioggia ci ha impedito di fare foto esterne.

Luisa Roncarolo

E’ più facile dire quello che non sono, piuttosto che quello che sono diventata. Non sono una content creator, non amo Instagram né TikTok, odio sentire la mia voce e riprendermi in video. Non fotografo tutto quello che mangio e non ho il fisico per i viaggi estremi. Mi piace scrivere di viaggi in famiglia. Anche se i miei figli sono cresciuti, io resto sempre una mamma.

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