Siena

L’Abbazia di San Galgano e la Spada nella Roccia

In Toscana, a circa 30 chilometri da Siena, c’è un posto dove dovete assolutamente portare i bambini: resteranno incantati dall’affascinante storia della Spada nella Roccia!

A poca distanza uno dall’altro, trovate due siti interessanti da visitare: l’Abbazia di San Galgano e l’Eremo di Montesiepi che custodisce al suo interno la teca con la spada nella roccia italiana.

L’Abbazia di San Galgano

San Galgano è una famosa abbazia cistercense, senza tetto e senza pavimento, risalente al 1200 che si trova vicino al paese di Chiusdino, nei dintorni di Siena.

La chiesa sconsacrata, divisa in tre navate e lunga ben 69 metri, è caratterizzata dalla pianta a croce latina, forma che ritroverete alzando la testa quando sarete al suo interno.

Quanto si paga per entrare a San Galgano

L’accesso all’Abbazia di San Galgano è a pagamento ma abbastanza economico: 5 euro a persona ma ci sono anche i biglietti famiglia a 15 euro (2 adulti + due bambini o ragazzi). Non è necessario prenotare e potete fare il biglietto quando arrivate.

Gli orari di apertura

Gli orari variano in base al periodo comunque apre sempre alle 9, cambia soltanto l’orario di chiusura che in estate è alle 19 mentre in inverno alle 17.30.  Per visitarla non ci vuole molto dipende da quanto tempo vi volete soffermare voi comunque circa mezz’ora/un’ora. Se però raggiungete anche l’eremo mettete in conto circa 2 ore in tutto.

Chi era San Galgano e la nascita dell’Abbazia

Galgano Guidotti era un cavaliere medievale vissuto nel XXII secolo che, dopo una vita mondana e dissoluta, si convertì e decise di vivere da eremita. Proprio in seguito alla conversione conficcò la spada nella roccia come simbolo di rottura con la sua vita di prima.

Nell’area dove morì San Galgano, vennero costruiti prima una cappella e poi un monastero che in pochi anni assunse una notevole importanza ec0nomica per tutta la zona.

Le carestie del 1300 e i ripetuti saccheggi però gettarono la comunità dei monaci  cistercensi in una profonda crisi, tanto che la maggior parte di loro abbandonò l’abbazia. Iniziò così il decadimento della struttura con ripetuti crolli per incuria finché un fulmine non distrusse anche il campanile e il tetto. Nel 1789 venne sconsacrata e abbandonata definitivamente.

All’inizio del 1900 l’Abbazia di San Galgano venne riscoperta e restaurata ma è solo negli ultimi anni che è diventata un sito turistico molto visitato, anche grazie al tamtam dei social.

La Spada nella roccia e l’Eremo di Montesiepi

Dovete sapere che la spada nella roccia non si trova dentro all’Abbazia di San Galgano ma nel vicino Eremo di Montesiepi.

Come arrivare alla spada nella roccia

Potete fare come noi e percorrere il sentiero nel bosco che parte dall’Abbazia di San Galgano e arriva all’Eremo di Montesiepi in circa 10 minuti di cammino.  Trovate i cartelli con le indicazioni per l’eremo proprio sul retro dell’Abbazia (appena uscite andate a sinistra).

Il sentiero è in sterrato e in salita ma  può essere fatto anche dai bambini, sapendo però ci vogliono delle scarpe adatte. Non è percorribile in passeggino, non è adatto a disabili in carrozzina.

In alternativa potete andare in auto, la strada è ampia e c’è un piccolo parcheggio una volta arrivati all’eremo.

Cosa c’è da vedere nell’eremo

Della Rotonda o Eremo di Montesiepi potete visitare gratuitamente l’interno con la cupola bicolore, vedere la teca con la spada nella roccia e la cappella con gli affreschi di Ambrogio Lorenzetti e le ossa dell’invidioso.

Leggenda vuole infatti che un invidioso cercasse di estrarre la spada dalla roccia ma venisse immediatamente sbranato dai lupi fedeli a San Galgano e quelle che vedete nella cappella sono appunto le mani e le braccia di questo personaggio.

Attualmente la spada nella roccia è conservata in una teca chiusa perchè molti visitatori hanno provato ad estrarla danneggiandola, quindi ora dovete accontentarvi di vederla dal vetro.

Vicino all’ingresso dell’eremo c’è un piccolo negozio che vende pubblicazioni sulla storia di San Galgano, souvenir e prodotti locali come miele e marmellate.

Se non l’avete già letto, vi consiglio di dare un’occhiata anche all’articolo: Siena con bambini e ragazzi adolescenti. 

Luisa Roncarolo

E’ più facile dire quello che non sono, piuttosto che quello che sono diventata. Non sono single, non sono trendy e non sarò mai una fashion blogger. Non fotografo tutto quello che mangio e non ho il fisico per i viaggi estremi. Non amo le automobili, preferisco i treni e quando posso vado in bicicletta. La mia famiglia viaggia sempre con me e questo voglio raccontare.

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Luisa Roncarolo

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