Friuli Venezia Giulia

Chiusaforte, il paese delle cascate in Friuli

I posti più belli che ho raccontato sul blog li ho scoperti per caso e così è stato anche per il paese delle cascate.

Mentre mi stavo godendo il mio piatto di prosciutto crudo a San Daniele del Friuli, Facebook ha rilevato la mia posizione e mi ha proposto un video in cui il sindaco di Chiusaforte elogiava le bellezze naturali del suo piccolo comune.
Così, ho scoperto che avevano realizzato anche un dépliant sulle 13 cascate con le indicazioni su come raggiungerle.

Le cascate di Chiusaforte

Ma come mai tante cascate nello stesso luogo? È semplice, il merito è di un ghiacciaio sul monte Canin. Le valli glaciali con dislivelli superiori ai 200 metri hanno favorito la creazione delle cascate.
La neve delle montagne che circondano questa zona ricca di acqua va a formare sorgenti e cascate che si riversano nei fiumi del fondovalle.

Quelle che si possono visitare sono distribuite su un territorio non troppo ampio e distano pochi minuti di macchina l’una dall’altra.

Una volta lasciata l’auto, si raggiungono con passeggiate a piedi più o meno facili. Nella mappa vengono descritti in maniera sintetica tutti i percorsi, la durata, il dislivello e il periodo migliore per visitarle.

Dove si prende il dépliant delle cascate

Il dépliant gratuito potete ritirarlo all’ex stazione di Chiusaforte divenuta oramai un punto di riferimento per i ciclisti che affrontano la ciclovia  dell’Alpe Adria che segue il tracciato della vecchia ferrovia.

Qui troverete un bar con servizio di ristorazione, le camere per chi si vuole fermarsi a dormire (tre doppie e una quadrupla), una piccola sala relax con biblioteca, un fabbricato per il noleggio e la riparazione delle biciclette oltre al punto informazioni dove ritirare la mappa delle cascate.

Le cascate adatte alle famiglie

Impossibile fare tutti i percorsi in 1 giorno perciò noi abbiamo selezionato solo quelle che erano consigliate alle famiglie.
Ecco nell’ordine di visita quelle che abbiamo visto:

Cascate Rio Montasio numero 10

Si parcheggia ai Piani di Qua e sono 5 minuti a piedi dal parcheggio di passeggiata facilissima.

Cascata alta Goriuda numero 13

Una cascata che non potete perdere, si raggiunge con una bella passeggiata nel bosco di circa 15 minuti che parte poco sopra al parcheggio della trattoria Fontanon di Goriude, in località Pian della Sega. Salendo sulla destra c’è un cartello che vi indica l’inizio del sentiero.

Cascata bassa Goriuda numero 12

Noi l’abbiamo raggiunta scendendo dall’Alta Goriuda ma io non ve lo consiglio, il sentiero non è ben delineato, meglio tornare indietro e risalire dal grande prato che vedete sulla strada con il cartello della Grande Guerra.

Cascate Cjalderon numero 11

Il sentiero di questa cascata non è facilissimo, in alcuni punti è meglio avere un bastoncino per appoggiarsi dove c’è più pendenza o quando il passaggio è particolarmente stretto. Non so neanche se siamo arrivati fino alla fine perchè ad un certo punto siamo tornati indietro. Nonostante sia segnalata come adatta alle famiglie, io con bambini la sconsiglio proprio.

Cascate Rio Plis numero 9

A questa cascata si accede da Saletto imboccando la strada per Chiout Cali, dopo la seconda curva si può parcheggiare lungo la strada asfaltata e prendere a piedi la strada sterrata che sale a destra. Qui sono segnalate anche le trincee della grande guerra ma noi non le abbiamo trovate.

Cascata Repepeit numero 7

Si prende la strada per Sella Nevea e poi dopo il bivio per Patocco parcheggiate sulla piazzola dove c’è il cartello che indica la cascata Repepeit. Molto bella la vista dal ponte ma emozionante anche proseguire per arrivare sotto alla cascata successiva che si nebulizza in alto sulla roccia in tante piccole goccioline.

Cascata Belepit numero 4

In località Villanova lasciate l’auto nel grande parcheggio all’inizio del paese e cercate il Bar Agli Amici, da lì salite attraverso alcuni ponti per arrivare alla base della cascata. Da lì potete salire sul ponte della ciclabile con una scalinata.

Cascata Cadramazzo 6

Cascata Rio Animis  3

Delle ultime due non ho foto e farò due precisazioni. La prima è che per raggiungere la Cascata Cadramazzo bisogna parcheggiare sul lato di una statale molto trafficata e attraversare la strada schivando le auto che vanno a gran velocità, mi sembra alquanto pericoloso con i bambini.
La seconda è che quella del Rio Animis quando ci siamo stati noi era completamente asciutta o almeno dove abbiamo visto il cartello l’acqua non c’era.

Tutte le altre cascate e maggiori dettagli li trovate sul sito di Chiusaforte  Comunedellecascate.it. 

La cascata più bella di Chiusaforte

Per me è quella Alta Goriuda: una vera meraviglia, potete arrivare fino alla grotta passando dietro alla cascata. Ci si bagna un po’ per via dell’acqua che viene nebulizzata anche sul retro ma ragazzi che emozione!

Tutt’intorno un paesaggio di montagna ancora incontaminato fatto di ampie faggete e boschi di pini neri, di aceri montani, pini mughi e larici.

Da lì potete scendere alla bassa Goriuda come abbiamo fatto noi, ma non lo consiglio con i bambini perchè il sentiero non è ben definito, meglio tornare indietro e raggiungerla dalla strada attraversando il prato.

Come vestirsi

Vi consiglio abbigliamento comodo a strati e un kway o poncho per l’Alta Goriuda se volete andare a godervi lo spettacolo dietro alla cascata come ho fatto io. Noi avevamo le scarpe da ginnastica ma meglio quelle da trekking e magari un bastone se volete fare i percorsi più difficili come il Cjalderon.

Dove mangiare a Chiusaforte

Noi abbiamo scelto la trattoria Fontanon de Goriuda che ha anche tavolini all’aperto con vista sul laghetto Pian della Selva, i piatti sono quelli della tradizione friulana come polenta e frico, i prezzi onesti e i dolci buonissimi.
Dove si trova? Semplice, proprio sotto alla cascata Goriuda dove c’è il parcheggio.

Un po’ di storia

Il paese deve il nome Chiusa al fatto che il paese chiudeva la strada per risalire verso nord il Canal del Ferro mentre Forte deriva dal fortilizio veneziano distrutto dagli austriaci nel 1833.

Successivamente, ai primi del Novecento, venne fatta costruire un’altra fortezza sul Col Badin.
Se avete voglia di fare un tuffo nel passato potete visitarla e aggiungere anche il museo della Grande Guerra, la trincea del Ponte delle Lastre e il bosco Camet.
Noi purtroppo in una giornata non siamo riusciti a fare anche questo percorso nella storia perciò non ci resta che tornare!

 

Luisa Roncarolo

E’ più facile dire quello che non sono, piuttosto che quello che sono diventata. Non sono single, non sono trendy e non sarò mai una fashion blogger. Non fotografo tutto quello che mangio e non ho il fisico per i viaggi estremi. Non amo le automobili, preferisco i treni e quando posso vado in bicicletta. La mia famiglia viaggia sempre con me e questo voglio raccontare.

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