Viaggi in cucina: ricette italiane

Cantucci di Marco Bianchi (Toscana)

Se andate a Prato con i bambini, non dimenticate di fare una sosta al Biscottificio Antonio Mattei. Dal 1858 in Via Ricasoli 20 si sfornano cantucci toscani e senza paura di smentita dico che sono i più buoni che abbiamo mai assaggiato.

I biscotti di Prato, o cantucci, potete assaggiarli un po’ ovunque in Toscana “pucciandoli” nel vin santo.

Ne esistono molte varianti, ma la ricetta classica è solo con le mandorle intere e sgusciate.

Quella che abbiamo provato noi non è la ricetta classica, ma la variante senza latte e senza uova presa dal libro di Marco Bianchi “Io mi voglio bene – gli indispensabili in cucina”.

Ingredienti per i cantucci di Marco Bianchi

  • 150 gr. di uvetta
  • 200 gr. di mandorle
  • 50 gr. di noci o nocciole (noi abbiamo usato le nocciole)
  • 250 gr. di farina (oppure 150 gr. di farina integrale + 100 gr. di farina di riso)
  • 120 gr. di zucchero di canna
  • 50/70 ml di latte di soia (noi abbiamo usato quello di avena perché non amo la soia)
  • 70 gr. di olio di semi di mais
  • 1/2 bustina di lievito per dolci

Procedimento

Si comincia ammorbidendo l’uvetta in poca acqua tiepida (ricordatevi di strizzarla bene prima di usarla).

Mescolate la farina con il lievito, poi aggiungete lo zucchero, il latte di soia, l’olio di semi, quindi le mandorle e le nocciole, infine l’uvetta.

A questo punto valutate se aggiungere 1/2 cucchiai di acqua tiepida mentre state impastando (dipende dall’umidità dell’ambiente e della farina che avete usato).

Quando l’impasto vi sembrerà abbastanza omogeneo formate dei salamini (circa 3 cm di larghezza).

Noi li abbiamo fatti troppo larghi, fateli più stretti di quelli qui sotto.

Disponete i salamini su una teglia ricoperta di carta da forno ben distanziati tra loro perché crescono e poi si attaccano.

 

Cottura

Cuocete in forno già caldo per circa 20 minuti a 160°.

Quando saranno dorati, sfornateli e controllate che siano ben cotti all’interno facendo qualche buco con uno stecchino, nei punti dove c’è più pasta. Lasciateli intiepidire un po’ prima di tagliarli.

E qui viene il difficile perché non devono essere troppo caldi, ma nemmeno troppo freddi perché si rischia che si induriscano e non si riesca più a tagliarli.

Anche se alcuni si rompono, come è successo a noi, non importa, saranno buonissimi comunque e i bambini faranno sparire subito quelli rotti.

Lasciateli raffreddare bene in modo che si induriscano un po’ prima di assaggiarli.

 

Modifiche alla ricetta originale

Io ho provato a rifarli apportando qualche modifica alla ricetta originale perché la prima volta ho avuto qualche difficoltà nel tagliarli, molti biscotti si sono spezzati nel punto dove il coltello incontrava la mandorla intera.

  • sarebbe meglio diminuire l’uvetta (anche la metà può bastare) perché sono un po’ troppo pieni di roba;
  • se non amate i biscotti troppo dolci potete ridurre lo zucchero a 80 gr. di zucchero
  • per tagliarli meglio potete mettere le mandorle spezzate invece che intere.

Idea regalo di Natale

Mettete i biscotti nei sacchettini trasparenti per alimenti chiusi con un bel fiocco rosso o in delle scatole di latta con un po’ di carta all’interno. Saranno un ottimo regalo per gli amici.

Volendo fare un regalo più completo, potete aggiungere il libro. È davvero utile per chi ama la cucina senza troppi grassi e zuccheri, io provo spesso a fare le sue ricette, sono gustose anche se più sane.

La sua pagina Facebook è molto seguita e le foto dei suoi piatti sono colorate ed invitanti, insomma ha sdoganato la cucina sana da quell’alone di malinconia che la circondava.

Qui sotto il link al libro se vi può interessare acquistarlo per voi o regalarlo.

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Luisa Roncarolo

E’ più facile dire quello che non sono, piuttosto che quello che sono diventata. Non sono una content creator, non amo Instagram né TikTok, odio sentire la mia voce e riprendermi in video. Non fotografo tutto quello che mangio e non ho il fisico per i viaggi estremi. Mi piace scrivere di viaggi in famiglia. Anche se i miei figli sono cresciuti, io resto sempre una mamma.

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Luisa Roncarolo

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