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Vacanze a Cefalù: spiagge, centro storico, dove dormire e dove mangiare

Per quelli che come me la raggiungono da Palermo col treno, Cefalù, ad una mezz’ora dalla partenza, irrompe con tutta la sua magnificenza dal finestrino all’uscita di una lunga galleria. Non saprei dire che cosa ti colpisce per primo: il paese accovacciato sotto la rocca e affacciato sul mare blu, le spiagge di sabbia finissima o il Duomo, simbolo dell’intera comunità.

scogliera sul porticciolo di Cefalu

Da questa distanza ravvicinata, sentendo il treno accelerare, mi salta addosso la smania di arrivare al più presto e poi, finalmente in stazione, non mi resta null’altro da fare che fiondarmi sul marciapiede e, senza badare troppo a quello che ho da fare, raggiungere a piedi il vicino centro storico di questo borgo marinaro dove si viene a respirare la polvere del mondo.

Non me ne vogliano quelli, e sono tanti che, attirati dal mare trasparente, appena giunti in città, puntano decisi in spiaggia, mia meta secondaria.

Cefalù, vale ripeterlo, è di certo il punto d’approdo per ogni viaggiatore incantato che qui può compiere decine e decine di viaggi verticali nella storia e nelle tradizioni di questo spicchio di Sicilia posto in quel punto esatto della costa settentrionale dove cominciano le belle montagne delle Madonie, altro scrigno traboccante di meraviglie.

 Duomo-di-Cefalù

 Cristo-Pantocratore-di-Cefalu

Il Duomo di Cefalù

Camminando per le viuzze che salgono dal lungomare, come prima cosa raggiungo il Duomo, conosciuto ai più come Basilica Cattedrale della Trasfigurazione, dal 2015 parte integrante dell’Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale e Patrimonio dell’umanità UNESCO. Ma prima di entrare, seduto ad uno dei tavolini esterni del Bar Duomo, nella piazza che insiste su quello che un tempo era l’ampio sagrato, mi rinfresco con una deliziosa granita al limone ripassando storia e leggenda di questa chiesa importantissima. La sua edificazione, iniziata nel 1131 per volere espresso di Ruggero II d’Altavilla, re di Puglia, Calabria e Sicilia, padre di Costanza e nonno dell’Imperatore Federico II, andò avanti per gradi. Di stile romanico, seguì l’esempio delle grandi basiliche benedettine, ma fu arricchito strada facendo da numerose influenze arabe. La leggenda narra che la volle lì Ruggero II perché, approdando su quel tratto di costa, fortunosamente trovò scampo da una rovinosa tempesta. Bello fresco, lascio il bar e saliti i gradini dell’odierno sagrato varco la soglia sotto l’occhio vigile del Cristo Pantocratore che dal mosaico dorato in cima all’abside mi accoglie benevolo. Vi assicuro che qui anche l’ateo e l’illuminista sentono forte la presenza del sacro.

 Cefalù vista dal porticciolo

Lido di Cefalù dal lungomare

Lido di Cefalù dal lungomare

La spiaggia di Cefalù

È già l’ora di pranzo, ma complice la vicinanza delle spiagge del lungomare, attrezzate e libere, prima mi concedo un bel bagno di benvenuto, lì semplicemente scendendo i gradini che dalla promenade sul lungomare raggiungono la sabbia. Questo è il Lido di Cefalù, semplicemente la spiaggia antistante al lungomare, che inizia al vecchio porticciolo e procede verso ovest per molti chilometri con stabilimenti (lidi) da sogno e ombrelloni variopinti che, visti da lontano, sembrano cercare l’ombra sotto la massiccia rupe sovrastata dai ruderi di un castello con tanto di cinta muraria merlata. Questa è la veduta d’insieme che ho durante una nuotata al largo.

Dove mangiare a Cefalù

Raggiungo il gruppo del blog tour che ci porterà alla scoperta di Cefalù alla Taverna Tinchitè per un pranzo di benvenuto molto speciale organizzato per noi blogger dall’assessore al turismo Simone Lazzara e dalla famiglia Serio, stimati imprenditori cittadini nel settore della pasticceria e della ristorazione.

Non ricordo più dove ho letto che “un viaggio passa anche per la gola”, me al Tinchitè questo lo sanno bene. A mo’ di tapas, la tavola è subito inondata da Caponata di melanzane, Cacio all’argentiera, Panelle e cazzilli seguiti da Cozze alla messinese, Caponata di pesce, Crocchette Baccalà, Carpaccio di Pesce Spada e Capone, Insalata di Polpo.
E questo credetemi sarebbe già bastato per portarci in paradiso, ma gli dei della tavola hanno voluto premiare la nostra abnegazione e così so sono materializzati in rapida sequenza: rettangoli al pistacchio, rigatoni alla norma ed infine sua maestà la Pasta a “Taianu”.
Trattasi della pasta in tegame, un piatto tipico di Cefalù che risente di ascendenze arabe. Piatto indispensabile su tutte le tavole un tempo preparato per la festa del Santo Patrono Santissimi Salvatore (4 – 6 Agosto), si caratterizza per la stratificazione della pasta intervallata dai ripieni di carne cotta a lungo nel sugo di pomodoro e poi sfilacciata a mano con l’aggiunta di melanzane fritte e poi anch’esse sfilacciate. Su tutto incombe una cascata di pecorino e poi basilico per il profumo: un piatto da re!

Spazzoliamo via tutto e poi è già l’ora di salire sulla Rocca, almeno fino al tempio di Diana.

caponata-di-melanzane-al-Tinchitè

antipasto al Tinchitè a Cefalù

Pasta-a-Taianu-al-ristorante-Tinchitè

cannolo siciliano

L’altro indirizzo sicuro che mi sento di consigliare tra le viuzze del borgo antico di Cefalù è il ristorante Kentia Terrazza sul Mare, dove siamo stati il giorno seguente. Questo locale è caratterizzato da una bellissima terrazza appesa sul mare dove si può mangiare con il blu sullo sfondo. Indimenticabile la pasta con le sarde e l’antipasto di polpo e gamberi.

antipasto di polpo al ristorante Kentia di Cefalù

pasta con le sarde al ristorante Kentia

La Rocca di Cefalù

Ci avviamo da piazza Garibaldi continuando su un sentiero a mezza costa dove ampi gradoni aiutano a superare i punti di maggiore pendenza. Questo non lo rende adatto ai passeggini e ai bambini molto piccoli ma se siete allenati potete azzardare uno zaino porta-bimbo.  Si sale tra la vegetazione tipica del mediterraneo facendo lo slalom tra i ruderi delle fortificazioni se non erro di epoca bizantina. Dopo un’oretta di ascesa siamo al tempio di Diana, un santuario preistorico, una massiccia costruzione megalitica di epoca arcaica (sec. IX a.C.) il quale, eretto su una balza, si affaccia sull’abitato da un’altezza di circa 180 metri.  La vista è stupefacente e ormai in debito d’ossigeno ma soprattutto incombendo l’orario di chiusura, non procedi verso la sommità della roccia dove potrei visitare i  ruderi del castello duecentesco.
Apertura: inverno 9-16.30, estate 9-19.

la Rocca di Cefalù vista dal porticciolo

scorcio dalla Rocca di Cefalù

 Cefalù visto dalla Rocca

vista dalla Rocca di Cefalù

Il Parco Astronomico Isnello GAL HASSIN

Ad Isnello ho fatto carte false per visitare il nuovissimo GAL HASSIN, il centro internazionale per le scienze astronomiche inaugurato solo l’11 settembre 2016. Questo è un posto dove i piccoli visitatori imparano guardando, durante le visite singole o approfittando del nutrito calendario annuale di eventi ogni volta imperdibili.
Sul sito del parco astronomico Gal Hassin trovate tutti gli appuntamenti per le famiglie e le visite guidate.

parco-astronomico-Gal-Hassin-di-Isnello

parco-astronomico-di-Isnello

 parco-astronomico-Gal-Hassin-di-Isnello

Dove dormire a Cefalù con i bambini

Alloggiamo al Hotel Costa Verde una bellissima struttura recentemente ammodernata che offre praticamente tutto quello che ci vuole per una vacanza da sogno con la famiglia. Spiaggia, piscina, club nautico e sea park ma anche SPA, Welness center e Acquapark.
Quest’ultima è una grande struttura che da giugno a settembre è aperta anche ai turisti che non alloggiano al Costa Verde quindi segnatela come un posto dove portare i bambini anche se avete scelto un altro alloggio.

È quasi l’ora di andare a letto ma resto sveglio ancora un po’ a vedere le coppie dimenarsi in balli che vanno dal valzer al boogiewoogie, sulla pista allestita in terrazza: un dancing spettacolare dove anche se non hai voglia, balli!

Tra l’altro al Costa Verde, scopro pure il servizio di animazione e il mini club per tutti gli ospiti dai 4 ai 12 anni compresi, io sono venuto senza bambini stavolta ma mio figlio più piccolo ne sarebbe stato entusiasta.
Ora non vorrei mai andare al dormire, ma debbo.



L’indomani, vado a vedere com’è la spiaggia dell’Hotel. Pochi minuti di una comoda navetta mi portano fino a questo paradiso marino che sta nella galassia di sabbia dorata dove le spiagge si chiamano Capo Plaia, Settebagni e Mazzaforno: un lunghissimo tratto di costa col Monte San Calogero a controllare i confini occidentali. Un luogo dove mi tratterrei più del dovuto, ma oggi il programma prevede di addentrarsi in quel microcosmo di montagna rappresentato dalle Madonie. Bastano pochi chilometri che già si è sui primi contrafforti di questa splendida dorsale montuosa, del tutto simile nel paesaggio alla Valtellina, vacche al pascolo comprese. Alle porte di Isnello, che con Ganci, Castelbuono e Pollina sono i centri più famosi e carichi di storia e tradizioni, il mare è solo un ricordo lontano anche se per arrivare a pochi passi dal cielo, è bastata meno di un’ora di macchina. Paesi antichi tra le montagne ricoperte di una vegetazione mediterranea rigogliosa che ne fanno un altrove da esplorare con lentezza.

spiaggia dell'albergo Costa Verde di Cefalù

hotel Costa Verde di Cefalù

piscina dell'hotel Costa Verde di Cefalù

parco acquatico dell'Hotel Costa Verde di Cefalù

Infine, per i più giovani l’appuntamento all’ora dell’aperitivo, è al Maljk Beach, stabilimento balneare molto cool che di notte diventa un’apprezzata discoteca per bella gente. Una roba così, ve lo assicuro, neanche a Copacabana ce l’hanno!

Malik Beach di Cefalù

aperitivo allo stabilimento Malik Beach di Cefalù

granita al Maljk Beach

cassata siciliana



About Paolo Merlini

Merlini è uno che entra nelle autostazioni come un pellegrino nella cattedrale di Compostela attendendo la benedizione. Come e meglio di Benigni, potrebbe mandare a memoria tutte le sigle delle aziende di trasporto pubblico, dall’Autostradale alla Zani Viaggi, con gli occhi chiusi e con le mani legate, compresi i relativi indirizzi web

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