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Sicilia non solo mare: come visitare l’Etna da soli

Non è possibile partire per la Sicilia senza un adeguato viatico letterario. E così mi trovo a dare ragione a Mario Praz quando contemplando la varietà del paesaggio e pensando al suo immenso retroscena storico, sosteneva che “…quello in Sicilia è il viaggio perfetto”.

Etna

Dove caschi, caschi bene e così, ammaliato da tanto bendidio cominci a tornare quasi compulsivamente sull’isola più grande del Mediterraneo, ogni volta alla scoperta di qualche piccolo pezzo della sua storia millenaria.

All’ufficio informazioni di Enna, dove ero arrivato solo per vedere quello che gli arabi, padroni incontrastati dell’isola dall’827 al 1072, avevano stabilito fosse il centro dell’isola, mi spiegarono che molto più importante e antica era la Rocca di Cerere, lo sperone di roccia posto sul limite orientale della collina sulla quale è appollaiata la città e dove sorgeva il più importante santuario dedicato a Demetra e Persefone, secondo gli archeologi datato tra il V-III secolo a.C.

Ancora oggi, arrivando a Gela dal mare, non si può che gioire come fecero gli antichi coloni rodio-cretesi che, appena sbarcati e superata la dolce collina litoranea videro per la prima volta la meraviglia della Piana di Gela decidendo seduta stante di fondare la città.

Ma questo è un sito di viaggi con i bimbi, perché ci parli di antiche storie greche?

È vero, ma un medesimo stupore assale il turista anche la prima volta che superata l’area urbana di Catania, vede in tutta la sua magnificenza il versante meridionale dell’Etna.

La città appare come acciambellata alle falde di questo bizzoso gigante di pietra e di lava e così ti viene voglia di avvicinarti, di salirci sopra, magari anche a sciare sulle piste attrezzate degli impianti sciistici visto che d’inverno, grazie ad un’altezza di 3.326 metri, sull’Etna c’è quasi sempre la neve nel comprensorio di Nicolosi sul versante sud e in quello di Piani di Provenzana – Linguaglossa sul versante nord.

Di come raggiungere comodamente Bronte e gli altri famosi borghi del versante nord occidentale, serviti dalla bellissima Ferrovia Circumetnea, vi abbiamo già detto nell’articolo dedicato e così stavolta vi raccontiamo di un’altra gita sull’Etna alla portata di tutti, anche dei più piccoli.

 Etna panorama

Come raggiungere l’Etna

Esploreremo il versante a sud-est, con un itinerario che prende le mosse dal centro città e, dopo aver toccato il Rifugio Sapienza, a quota 2.000 m.s.l.m., arriverà fino alla località Torre del Filosofo a quota 2.900 metri, il punto più alto raggiungibile da soli in assoluta sicurezza.

Non vi spaventate, non sarà per nulla faticoso. Mettetevi comodi e godetevi questa gita unica nel suo genere.

Innanzitutto, anche senza Google Maps, non è difficile trovare la strada per lasciare il centro di Catania: si chiama guarda caso Via Etnea, divide in 2 la città e punta diritta come una spada verso la sommità del vulcano, bel visibile, nelle giornate limpide anche da Piazza Duomo.

Sono appena una quarantina i chilometri che dal caos calmo della “città del liotro”, passano per la bella Nicolosi, detta La porta dell’Etna e costantemente in salita, risalgono i fianchi del vulcano attraversando un paesaggio che, se non fosse per il colore dominante delle rocce, il nero lava delle passate eruzioni, potremmo definire tranquillamente alpino grazie anche a sapienti sforzi di rimboschimento.

La strada serpeggia per addolcire la pendenza con i muri di contenimento fatti di blocchi di nera pietra lavica. A valle, in ogni stagione, predomina il blu del golfo di Catania uno dei più suggestivi del mar Jonio.

Rifugio Sapienza

Quindi che ci arriviate in auto oppure con i mezzi pubblici, come ho fatto io, prendendo la sola corsa giornaliera della A.S.T. che lascia la stazione ferroviaria di Catania alle 8.30 e vi fa ritorno alle 16.30, arrivare di fronte al bar- ristorante- albergo Rifugio Sapienza è uno scherzo da ragazzi.

Immaginate un ampio piazzale, tanti parcheggi per i pullman turistici e per le auto di escursionisti, poi uffici delle guide vulcanologiche che offrono il più variegato programma di escursioni, a piedi, in mountain bike e addirittura in quad. Completa l’offerta il bar – ristorante Esagonal anch’esso sul piazzale della Funivia dell’Etna, il moderno impianto di risalita che tutto domina.



 

I Crateri Silvestri

La prima cosa da fare per prendere dimestichezza con questo habitat veramente unico, è una bella passeggiata per esplorare i Crateri Silvestri. Non costa nulla, sono a 2 passi dal parcheggio, esposti ad est hanno una vista mozzafiato, la visita è gratuita e realizzabile in piena autonomia.

 crateri silvestri

Etna

Etna rifugio

turisti sull'Etna

turisti sull'Etna

turisti sull'Etna

Etna sassi

Etna panorama

La Funivia dell’Etna

Poi che fai? Non prendi la Funivia dell’Etna per salire almeno alla stazione di testa a quota 2.504 m.s.l.m.?
La cabinovia impiega 15 minuti e all’arrivo si può procedere anche da soli in completa autonomia sul sentiero ben tracciato nel mezzo di questo paesaggio lunare sospeso tra il blu dello Jonio e l’azzurro del cielo di Sicilia.

Non salire fino a qui sarebbe come andare a Parigi senza vedere la Tour Eiffel.

Sappiate che per fare 4 passi nella bella stagione bastano buone scarpe da tennis ed un K-Way; in primavera e in autunno però partite ben attrezzati come se andaste in montagna. In ogni stagione non dimenticate di portare crema solare protettiva e acqua.

Camminando nel mezzo di questa meraviglia della natura si avviano riflessioni esistenziali ed i vostri figli non dimenticheranno mai quella volta che mamma e papà ci portarono sull’Etna.

 

Etna funivia

piazzale partenza pulmini Etna

pulmino funivia dell'Etna

cartelli Rifugio Sapienza

Etna crateri da vicino

Quanto costa la funivia dell’Etna?

Il biglietto di andata e ritorno costa:

Adulti 30 euro

Bambini da 0 a 5 anni gratis

Bambini da 6 a 12 anni 23 euro

Dalla stazione di testa della funivia partono le escursioni in jeep: in pratica dei pulmini 4X4 attrezzati per questi terreni particolari. Ecco, il biglietto di A/R per arrivare in jeep da qui fino a quota 2.900 m.s.l.m., viene via per 35 euro a persona.

Naturalmente si può acquistare alla stazione di partenza l’intero pacchetto per salire fino a 2900 mt con funivia e jeep con guida alpina. Gli adulti pagano 65 euro, i bambini da 5 a 10 anni 48 euro.

Visti così, certo che possono sembrare prezzi un po’ cari, ma siamo certi che al ritorno, dopo aver passato qualche ora al cospetto di questa forza della natura, ricorderete solo la magnificenza di questo posto unico.

Provare per credere.

escursionisti sull'Etna

Etna

Etna

Etna

Come arrivare in Sicilia

Negli ultimi anni, sono stati pressoché ultimati i lavori sull’Autostrada Salerno – Reggio Calabria. Quindi raggiungere la Sicilia in macchina è diventato un gioco da ragazzi.

I traghetti che attraversano lo stretto trasportando passeggeri ed auto, fanno la spola tra Villa San Giovanni e Messina. Quindi se volete prendere il traghetto da Reggio Calabria a Messina per attraversare lo stretto avrete davvero l’imbarazzo della scelta tra le tante compagnie di navigazione che a tutte le ore partono alla volta della Sicilia, cliccando sul link potrete confrontare i prezzi.

La stessa tratta è coperta dai Ferry Boat che, varie volte al giorno trasportano i treni tra il continente e l’isola attraccando direttamente alla Stazione Marittima di Messina.

porto di Palermo

costa di Messina vista da prua del traghetto

ferry boat stretto di Messina

La Madonnina del Porto di Messina

Idee di viaggio

Secondo un antico proverbio, le tre cose che non mancano mai a Messina sono: Sciroccu, malanova e Piscistoccu, cioè il vento che agita gli animi dei messinesi, le cattive notizie e lo stoccafisso che pare qui cucinino ad arte.

Messina è bella ma non sa di esserlo.

Una gita a Torre Faro, a pochi chilometri dal centro città, magari d’estate vi permetterà di fare il bagno tra Scilla e Cariddi.

Catania dista da Messina meno di 100 Km ed è collegata da treni ma anche da moderni autobus di linea che, come le automobili private, percorrono l’autostrada A18 che corre quasi sempre fronte mare e passa per Taormina, Giarre e Acireale.

Infine, perché non pensare ad un viaggio di ritorno a casa diverso dall’andata?

Pochi sanno che tutte le sere intorno alle 20, dal porto di Palermo partono i traghetti per Napoli con arrivo nel capoluogo partenopeo intorno alle 7 del giorno dopo. Sfilando all’alba col Vesuvio in controluce a darti il buongiorno!

 Vesuvio visto dal mare



About Paolo Merlini

Merlini è uno che entra nelle autostazioni come un pellegrino nella cattedrale di Compostela attendendo la benedizione. Come e meglio di Benigni, potrebbe mandare a memoria tutte le sigle delle aziende di trasporto pubblico, dall’Autostradale alla Zani Viaggi, con gli occhi chiusi e con le mani legate, compresi i relativi indirizzi web