Home / Sicilia / Sicilia con bambini: itinerario minimo palermitano

Sicilia con bambini: itinerario minimo palermitano

Palermo città fenicia, romana, araba, bizantina e normanna, con una straordinaria concentrazione di monumenti patrimonio mondiale dell’umanità, esercita da sempre un fascino magnetico sui turisti di tutto il mondo, diventando negli ultimi anni exciting and safe.

Emozionante e sicura, come testimoniato da un articolo apparso qualche anno fa su The Guardian che ha avuto il grande merito di attirare ancora più turismo in questa città che rifiorisce in continuazione.

Ancora oggi, come ai tempi di Goethe, Palermo mette in mostra la stratificazione della sua storia millenaria, rappresentando ancora la porta d’ingresso della “terra dove fioriscono i limoni”.

In questo itinerario minimo palermitano, vedremo come anche una famiglia con poco tempo e tanta voglia di imparare può godersi questa città unica.

Cosa vedere a Palermo

Partiamo dalla Stazione Centrale in Piazza Giulio Cesare vero baricentro della città.

È da qui che comincia la nostra visita che avrà come tappe imperdibili il Palazzo Reale, la Cattedrale, il Mercato di Ballarò e tante altre cose interessanti che scopriremo strada facendo.

Da Piazza Giulio Cesare si staccano le due arterie portanti della viabilità cittadina sull’asse est-ovest vale a dire via Roma e Via Maqueda.

Via Maqueda

Un assaggio della città lo si ha passeggiando per Via Maqueda fino a Piazza Quattro Canti.
Questa strada, oggi ampiamente pedonalizzata, fu tracciata qualcosa come 420 anni fa dal Duca di Maqueda, che sul finire del XVI secolo ebbe l’onere e l’onore di essere il Vicerè della città.

Questa magnifica via, ricca di antichi palazzi nobiliari di 4/5 piani con il pianterreno occupato da esercizi commerciali di vario genere, rappresenta un condensato di Palermo allo stesso tempo splendente e cadente, nobile e stracciona, ricca e povera.

Già passeggiando senza fretta per i 600 metri che dall’inizio della via, all’angolo con Corso Tukory, arrivano fino allo snodo di Piazza Quattro Canti, si gode tutta la polvere del tempo che questa città conserva per i suoi visitatori dispensata a piene mani con un pizzico di folclore insieme alle arancine, alle panelle e al pani câ meusa.

A qualsiasi ora del giorno via Maqueda è viva, vitale e affollata di turisti e palermitani che qui si danno appuntamento, magari all’altezza della scenografica Piazza Pretoria.
Situata a pochi passi dai Quattro Canti, con la bellissima Fontana omonima al centro, è la sede del Palazzo delle Aquile, stabile di rappresentanza del municipio palermitano.

Palermo - i quattro canti

Palermo - Piazza Pretoria

Il Mercato Ballarò

Io e mio figlio siamo appena arrivati in città, abbiamo fatto poche centinaia di metri nel quartiere della Kalsa e già ci viene voglia di tornare sui nostri passi, perché la vicina Via dell’Università, porta nel caos calmo del Mercato di Ballarò.
Un’esplosione di gusto e di colore poco dopo un altro punto singolare della città, la casa natale di Cagliostro.

Ma noi siamo diretti alla Cattedrale e poi al Palazzo Reale e così ai Quattro Canti, dove via Maqueda incrocia via Vittorio Emanuele, prendiamo a sinistra e, dopo 600 metri di un’altra bellissima strada pedonale che sembra messa lì solo per la gioia dei turisti, arriviamo di fronte alla magnificenza della Cattedrale.

 Palermo - mercato Ballarò

 Palermo - mercato Ballarò

Palermo - mercato di Ballarò

La Cattedrale di Palermo

Vi dico subito che l’ingresso alla chiesa è gratuito.

La visita alle Tombe Reali costa 1.50 euro mentre il biglietto da 6.50 euro dà diritto a salire sui tetti della chiesa da dove si gode una vista su tutta la città e poi a visitare il tesoro della Cattedrale e la sua Cripta. 

Per non parlare di un vero e proprio gioiello, la contemplazione del quale, da solo vale il costo del biglietto: la Corona di Costanza d’Aragona che avendo sposato in seconde nozze Federico II di Svevia, fu regina del regno di Sicilia e imperatrice del Sacro Romano Impero… poco più di 800 anni fa!

Un turista curioso per esplorare bene la Cattedrale di Palermo mette a monte almeno un’oretta, un appassionato di storia passerà tra queste mura almeno un giorno, dopo gli altri cento spesi sui libri prima di raggiungere questo luogo sacro.

Ma noi no, noi abbiamo i bambini al seguito e allora gli compriamo un gelato e percorriamo gli 800 metri circa di Via Vittorio Emanuele che, costeggiando i giardini pubblici della Villa Bonanno, arriviamo di fronte al Palazzo Reale conosciuto anche come Palazzo dei Normanni.

Ma prima vi lascio qualche foto della Cattedrale, della Cripta e della vista dal tetto che arriva fino al Monte Pellegrino… per dimostrarvi che vale davvero la pena andare.

Palermo-Cattedrale

Palermo-Cattedrale

Palermo-Cattedrale-giardino-interno

Palermo-cripta-della-cattedrale

Palermo - corona nella cripta della cattedrale

Palermo - tetto della cattedrale

Palermo-vista-dal-tetto-della-cattedrale

Palermo-vista-sul-Monte-Pellegrino-dal-tetto-della-cattedrale

Il Palazzo dei Normanni e la Cappella Palatina

È forse il monumento più visitato della città, l’unico per il quale, all’ufficio informazioni, vi suggeriscono di prenotare l’ingresso con anticipo.
Il fatto è che al suo interno, oltre agli appartamenti reali e ai giardini, c’è quella che non stento a definire la maggiore meraviglia della città: la Cappella Palatina.

Ma procediamo per gradi: il biglietto da € 10.50  dà diritto alla visita completa del palazzo, Cappella Palatina compresa.

Ottimo l’itinerario interno che conduce il turista alla Sala dei Vicerè, alla Sala D’Ercole, dal dopoguerra sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, la Sala cinese, la sala dei venti e la sala Ruggero, ma l’emozione più grande è rappresentata dalla Cappella Palatina.

Fu fatta costruire da Ruggero II (padre di Costanza d’Altavilla e quindi nonno di Federico II di Svevia) dopo l’incoronazione del 1130 e, credetemi è il monumento più bello che io abbia mai visto in vita mia.

Il Cristo Pantocratore della calotta dell’abside è perfettamente illuminato come il resto della cappella e vi assicuro che, anche l’erede di un ateo illuministi che animò alla Rivoluzione Francese, in questo luogo dialoga con Dio.

Rimasti chiusi per anni, solo da giugno 2018 è possibile visitare anche i Giardini Reali con un originale Ficus Macrophylla che abbraccia un pino, sicura attrazione per i bambini.
Vi segnalo anche l’altro esemplare che si trova invece nel Giardino Garibaldi alto ben 30 metri e con una circonferenza del tronco di 21 metri!

Palermo - Palazzo Reale esterno

 Palermo - giardino del Palazzo dei Normanni

 Palermo-giardino-del-Palazzo-Reale

Palermo-interni-del-Palazzo-Reale

Palermo-Sala-del-Palazzo-Reale

Palermo-ingresso-alla-Cappella-Palatina

Palermo-interno-Cappella-Palatina

Palermo-Cappella-Palatina

Lunga è la lista delle bellezze di Palermo che potete ancora aggiungere a questo itinerario minimo e delle quali cito solo a mo’ di promemoria le prime che mi vengono in mente:

  •  Il Teatro Massimo
  •  Il Politeama
  • Villa Giulia, il Foro Italico e l’Orto Botanico
  • Piazza Marina, Via Cala e Via Cavour
  • Il Palazzo della Zisa
  • Il Ponte dell’Ammiraglio… eccetera.

E poi c’è la grande tradizione dei Pupi siciliani che piacerà senz’altro ai bambini e alla quale dedicheremo un post di approfondimento. Intanto segnate come tappa imperdibile il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino.

Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino

Come arrivare a Palermo e come muoversi

Palermo è una città di mare, collegata quotidianamente a Napoli dai traghetti di varie compagnie, e sul mare sta anche il suo moderno aeroporto, vero e proprio hub regionale.

L’aeroporto internazionale Falcone e Borsellino di Punta Raisi, è ubicato a Cinisi, 35 km ad ovest della città, ad essa collegato da un buon servizio di navetta (vedi: Prestia e Comandè) che, dalle 4 di mattina fino a notte inoltrata ha autobus A/R ogni mezz’ora, da e per Palermo.

I bus navetta, effettuando una serie di fermate nel centro storico e, impiegando al massimo 40/50 minuti nelle ore di traffico più intenso, fanno capolinea alla Stazione Centrale in Piazza Giulio Cesare.

Catania è l’altro aeroporto dell’isola.
Le due città sono collegate tra loro e con il resto selle località turistiche da uno stormo di autobus regionali.
Inoltre segnaliamo che sulla bellissima linea ferroviaria Palermo – Catania, 241 Km che oltre alle due città collegano il mar Tirreno al Mar Jonio, oggigiorno corrono i moderni elettrotreni climatizzati.

Il sistema di trasporto pubblico locale è affidato ai bus e ai tram della municipalizzata A.M.A.T.

È importante segnalare che tutte le vie menzionate in questo post sono percorse quotidianamente da una navetta gratuita “Free Centro Storico” che ogni 14 minuti va da Porta Felice a Piazza Indipendenza attraversando tutto il centro, passando di fronte ai monumenti più importanti ma anche sul lungomare Foro Italico Umberto I, via Cala e Via Cavour.

In alternativa, potete utilizzare apette turistiche e carrozze trainate da cavalli per girare la città in maniera originale ed eccitante per i bambini.

Palermo - ape turistica

 

Dove dormire a Palermo

A Palermo non è difficile trovare da dormire. C’è un po’ di tutto, dalle pensioncine sgarrupate agli hotel 5 stelle.

Si sprecano i B&B, soprattutto in pieno centro all’interno di appartamenti spesso molto ben restaurati e dotati di ogni comfort proprio come il nostro B&B La Bella Balla-rò nel quartiere di Kalsa, all’inizio di via Maqueda, incrocio via Torino.
Alessandro, il gestore, è stato puntuale e gentilissimo; la nostra camera con bagno era spaziosa, recentemente rinnovata e molto pulita, così ci sentiamo di consigliare questo posto.

Un’altra soluzione interessante è quella proposta dal Camplus Guest Palermo. Il grande complesso architettonico risalente al 1700 ma interamente riqualificato recentemente, sorge nel quartiere di Albergaria, tra Palazzo dei Normanni e la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, a due passi dal mercato di Ballarò.

Palermo-Cattedrale-altro-lato

 



Dove mangiare a Palermo

In questa città si mangiano a tutte le ore cose buonissime che costano anche poco.

Per esempio:

  • costo di un’arancina = da €  1.50 a € 2.50;
  • costo di una bottiglia di birra da 33cl. =  € 1;
  • sua maestà il cannolo siciliano = da € 1.30 a € 2… insomma c’è di che ingrassare a vista d’occhio!

Attenzione!
Solo a Palermo il gustoso supplì ripieno è coniugato al femminile, mentre nel resto dell’isola si chiama arancino.
Impossibile citare tutti i locali buoni, la lista sarebbe pressoché infinita.
Fidatevi del vostro istinto, ma soprattutto d’estate, seguite il vostro olfatto che vi guiderà in posticini dove mangerete piatti unici.

Caponata, arancine, panelle, sfincione, pani câ meusa e quant’altro di eccellente offre la gastronomia palermitana è fruibile a tutte le ore spesso a prezzi ridicoli.

Tra i locali dove assaggiare la cucina popolare consigliamo fortemente l’Antica Focacceria San Francesco in Via Alessandro Paternostro, 58 (nei pressi di Piazza Marina, una traversa di Via Vittorio Emanuele nel tratto che dall’incrocio con via Roma raggiunge il mare).

Elegante locale polifunzionale permette sia di mangiare con la formula self-service che di pranzare o cenare alla carta nell’antistante piazza San Francesco all’ombra del gotico fiorito della suggestiva Basilica dedicata al poverello d’Assisi.

Lungo la stessa via, tra gli altri localini, siamo andati volentieri ad assaggiare le leccornie del Café Cartari, mentre poco distante, in Via Vittorio Emanuele, 102 sorge un’altra istituzione cittadina nel campo delle friggitorie, Nni Franco U Vastiddaru, spartana e popolare con tanto di veranda esterna… un altro mondo.

Palermo-arancine-di-ris

Palermo-arancini-panelle-e-caponata

 Palermo - Antica Focacceria San Francesco

Palermo-pane-con-la-milza

Palermo-Piazza-San-Francesco

Palermo-insegna-focacceria-Nni-Franco-u-Vastiddaru

 



About Paolo Merlini

Merlini è uno che entra nelle autostazioni come un pellegrino nella cattedrale di Compostela attendendo la benedizione. Come e meglio di Benigni, potrebbe mandare a memoria tutte le sigle delle aziende di trasporto pubblico, dall’Autostradale alla Zani Viaggi, con gli occhi chiusi e con le mani legate, compresi i relativi indirizzi web

Check Also

automotrice a Catania Borgo

Sicilia: un giro turistico sulla Circumetnea

È sempre il momento giusto per un viaggio in Sicilia ma, prima di partire, se …

Commenti

Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *