Home / Toscana / Cosa vedere a Prato con i bambini

Cosa vedere a Prato con i bambini

Prato è la dimostrazione lampante dell’enorme patrimonio culturale e turistico che si cela all’interno della provincia italiana. La seconda città della Toscana sorge a pochi minuti di treno da Firenze ed è così vicina e ben collegata da sembrare un tutt’uno con essa. Fino a pochi anni fa non risultava tra le mete turistiche della regione per il fatto che la sua economia, dal medioevo, è basata sulla produzione tessile. Eppure anche il turista più distratto, solo passeggiando in centro storico intuisce come Prato possa vantare una storia ricca e prospera.

Piazza del Comune di Prato

È con la rivoluzione industriale dell’800 che la città, diventa il motore dello sviluppo dell’intero territorio gettando le basi di quello che è universalmente conosciuto come il distretto tessile più importante d’Italia.

Quella che segue è la cronaca di come anch’io, giunto qui per visitare il Museo del Tessuto, sia stato conquistato dalle tante bellezze di questa città.

Comincerò col dire che Prato è di certo una città formato famiglia e che, seppur dotata di un efficiente sistema di mezzi pubblici, è così raccolta da poter essere girata a piedi senza fatica. A pochi passi della stazione centrale, attraversato il fiume Bisenti con la sua la pista ciclabile sapientemente ricavata sfruttando gli argini, stupisce l’imponente cinta muraria che ospita l’intero centro storico. La sua costruzione risale al XIV secolo; ottimamente conservata è formata da blocchi squadrati di pietra alberese ed anticamente aveva otto porte più vari bastioni difensivi.

Chi arriva in auto trova, nei pressi di Piazza San Marco il Parcheggio Porta Fiorentina dove è bene lasciare l’auto. Da Piazza San Marco al Museo del tessuto, sono meno di 400 metri.

telai-al-Museo-del-tessuto-di-Prato

Il Museo del Tessuto di Prato

La vasta esposizione permanente occupa la gran parte dell’Ex Cimatoria Campoloni, un antico opificio industriale pratese recuperato a nuova vita dopo un attento restauro degli ambienti. L’intero percorso museale, grazie a circa 7.000 reperti, espone le collezioni che documentano l’arte della tessitura e poi i materiali e i macchinari antichi per le varie fasi di lavorazione quali la follatura, la tintura, la garzatura, la cimatura e la calandratura.

Si parte dal locale caldaia dove il vetusto generatore di vapore, lasciato nel suo alloggiamento originario, già da solo vale la gita a Prato. Segue la sala dei tessuti antichi e poi l’area dedicata ai materiali e di processi di lavorazione. Al piano superiore abbiamo la sala Prato Città Tessile che ripercorre l’evoluzione della storia tessile locale e poi la sala Prato e il sistema moda che illustrando le trasformazioni in atto, prova ad immaginare il futuro del famoso distretto tessile.

Dopo la visita mi sento di concordare con quanto scritto sul pieghevole preso all’ingresso e cioè che il Museo del tessuto è sicuramente “il più dinamico centro culturale d’Italia dedicato alla valorizzazione dell’arte e della produzione tessile sia antiche che contemporanea”.

Ogni anno qui va in scena un ricco calendario di attività come laboratori ed eventi ludici pensati per scolaresche e famiglie sfruttando le aree attrezzate presenti all’interno della struttura.
Trovate il calendario con le attività per le famiglie sul sito del museo oppure potete iscrivervi alla newsletter per essere sempre aggiornati sigli eventi.

Fino al 26 maggio 2019 il Museo del Tessuto ospita anche la mostra “Leonardo Da Vinci, l’ingegno, il tessuto” con ricostruzioni in 3D, modellini in scala e  installazioni multimediali che raccontano l’ingegneria meccanica applicata all’industria tessile.

caldaia nel museo del tessuto di Prato

macchine nel Museo del Tessuto di Prato

Museo-del-Tessuto-di-Prato

tessuti antichi nel museo del tessuto di Prato

Museo-del-tessuto-Prato-gioco

telaio-nel-museo-del-tessuto-di-Prato

Museo-del-Tessuto-di-Prato

Cosa vedere a Prato

Quando esco dal museo non posso fare a meno di fare un salto nell’adiacente Biblioteca Lazzerini, un’importantissima biblioteca comunale moderna e ricca di servizi oltre che di tantissimi libri, cd, dvd, audiolibri, giornali e riviste. Pensate che in questi ambienti confortevoli e luminosi sono posseduti ed in gran parte consultabili qualcosa come 269.490 articoli.

Ma il Museo del Tessuto e la Biblioteca Lazzerini sono solo il punto di partenza dell’itinerario culturale della bella città di Prato che ha ancora tante cose da offrire e tutte a portata di mano. A pochi passi dal museo, svettante su piazza Santa Maria delle Carceri, c’è infatti il Castello dell’Imperatore. Il fulgido esempio di architettura Federiciana fu costruito a partire dal 1240 e quando te lo trovi davanti, quasi non credi ai tuoi occhi visto: è ottimamente conservato e sta lì a far compagnia ad un capolavoro del primo rinascimento, la Basilica di Santa Maria delle Carceri.

Ma ancora non abbiamo visto tutto. Si procede verso la bella Piazza S. Francesco, il nucleo più antico della città con l’omonima chiesa (XIII – XIV sec.) e poi, siccome oltre al sacro non siamo attratti anche dal profano, al civico 20 di via Ricasoli è doverosa una sosta a quella che è annoverata tra le istituzioni cittadine: il Biscottificio Antonio Mattei. È dal 1858 che qui si sfornano i biscotti più famosi della città ormai diventati un brand apprezzato in tutto il mondo.

Più avanti c’è la piazza del Comune col Palazzo Pretorio che fronteggia il Palazzo Comunale. Il Duomo, vale a dire la cattedrale di Santo Stefano, è a pochi passi e rappresenta un punto d’arrivo del nostro itinerario minimo pratese.

Cattedrale di Santo Stefano di Prato

Duomo di Prato

interno della Cattedrale di Santo Stefano di Prato

Biscottificio Mattei di Prato

Insomma, le ragioni per visitare Prato abbondano, e i punti di interesse sono molti di più di quelli che questo post può contenere. Per esempio il Palazzo Pretorio ospita l’omonimo Museo che vanta eccezionali opere d’arte tra le quali, al primo piano, alcuni grandi polittici tardogotici, di Giovanni da Milano, di Filippo Lippi e dell’Officina Pratese, mentre il secondo piano è dedicato alla pittura del Cinquecento e Seicento e il terzo piano ai dipinti di autori dell’Ottocento.

Importantissimo è anche il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci “la prima istituzione italiana costruita ex novo per presentare, collezionare, documentare e promuovere le ricerche artistiche più avanzate”.
Anche qui organizzano laboratori e visite guidate per famiglie, sul sito ufficiale trovate le info sulle attività e anche qui potete iscrivervi alla newsletter.

Alla portata dei bambini e non troppo lontano dal centro storico, c’è il Museo di Scienze Planetarie in Via Galcianese 20/h che offre visite guidate, laboratori e percorsi didattici.

Dove dormire a Prato

Comunque la pensiate, Prato è una città bella dove si passeggia che è un piacere. È un po’ l’emblema di quelle città di provincia dove non si è persa la dimensione umana dello stare insieme e questo lo percepisce anche il turista. Proprio perché più piccola, tranquilla e raccolta rispetto a Firenze, la suggerirei come base di un viaggio nel nord della Toscana. Io sono stato ospite dell’Art Hotel Milano che mi sento assolutamente di consigliare. Situato a due passi dalla stazione ferroviaria, è comodamente raggiungibile anche in auto. L’hotel dispone di triple e quadruple, camere moderne  con vista sul Monte della Retaia. Ottima e ricca la colazione, caratteristica che noi amiamo particolarmente in viaggio.

Art-Hotel-Milano-di-Prato-camera

Camera-dellArt-Hotel-Milano-di-Prato

Art-Hotel-Milano-di-Prato

Colazione-dellArt-Hotel-Milano-di-Prato

Post realizzato in collaborazione con l’Art Hotel Milano.

 

 

About Paolo Merlini

Merlini è uno che entra nelle autostazioni come un pellegrino nella cattedrale di Compostela attendendo la benedizione. Come e meglio di Benigni, potrebbe mandare a memoria tutte le sigle delle aziende di trasporto pubblico, dall’Autostradale alla Zani Viaggi, con gli occhi chiusi e con le mani legate, compresi i relativi indirizzi web

Check Also

Basilica di Santa Maria del Fiore cathedral in Tuscany, Italy

Weekend a Firenze con bambini

Quando sento che mi prende la depressione, torno a Firenze a guardare la cupola del …

Commenti

Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *